Viene eseguita dal Dott. Raniolo Francesco Alessandro.
Da VENT’ anni ci occupiamo della riabilitazione protesica della bocca tramite l’inserimento di impianti osteointegrati. L’utilizzo esperto (dato dall’esperienza chirurgica in ospedale e da più di 1500 impianti eseguiti con il 100% di successi) di questo tipo di riabilitazione consente ai nostri pazienti di non essere obbligati ad avere una protesi di tipo mobile nel caso non abbiano più la dentatura oppure di conferire più stabilità ai dispositivi removibili con un enorme vantaggio per il paziente dal punto di vista funzionale e psicologico.


Riteniamo che queste poche e semplici parole scritte siano un valido aiuto per la comprensione del paziente riguardo l’uso di impianti dentari come scelta nella riabilitazione protesica. Cerchiamo di usare parole semplici e chiare perchè al paziente deve essere risolto qualsiasi dubbio e nel caso queste poche righe non bastassero saremo sempre disponibili per spiegare le nostre tecniche operatorie. Trattandosi di tecniche seppur poco invasive nella maggior parte dei casi, non saremo mai stanchi di sottolineare il fatto che devono essere fatte da Dottori con una formazione chirurgica adeguata e che usino materiali eccellenti!!!!!! Nel nostro studio utilizziamo esclusivamente impianti STRAUMANN.
Dott. Raniolo Francesco Alessandro

Definizione di Implantologia

Per implantologia si intende l’insieme delle tecniche chirurgiche necessarie per l’inserimento degli impianti.

Impianto dentale: di cosa si tratta

Gli impianti dentari sono delle strutture in titanio simili a delle viti con forme diverse e hanno il compito di sostituire la radice dei denti in caso di mancanza. Possono essere posizionati nell’osso della mandibola o del mascellare superiore. La lunghezza degli impianti che si utilizzano generalmente varia da 6 a 14 millimetri ed il diametro varia da 3,3 a 6,8 mm, tramite un’accurata pianificazione è possibile ripristinare singole unità dentali o addirittura intere arcate di denti.

Come è fatto un impianto?

l’impianto dentale è composto da tre elementi fondamentali:

  • radice in titanio o vite
  • abutment o detto anche moncone dell’impianto definito elemento di congiunzione tra l’impianto e la corona protesica del dente
  • la corona che rappresenta l’elemento protesico ovvero una riproduzione fedele alla forma del dente o dei denti andati perduti.

Esami radiografici

Per l’inserimento di tali viti è necessario dell’osso di supporto e per accertarsi della sua presenza in verticalità ed in spessore vengono eseguite degli esami radiografici che comprendono la ortopantomografia (OPT,panoramica) che fornisce un valido strumento per la pianificazione del lavoro in quanto rende nota l’altezza ossea dando l’idea del supporto osseo d’insieme e la Tomografia computerizzata ( TC) che tramite una definizione tridimensionale fornisce dettagliatamente l’altezza e lo spessore osseo.

Cosa si può fare se manca l’osso?

Le nuove tecniche, il continuo aggiornamento sulle opportunità chirurgiche e l’uso di strumenti sempre più tecnologici ci consentono il posizionamento degli impianti dove la sostanza ossea scarseggia. Si tratta di interventi di rigenerazione ossea settoriale che variano da situazione a situazione. (rialzo del seno mascellare, split crest, GBR, mini rialzo, ecc.). Questi interventi non si possono sempre eseguire.

Rischi

Come in tutti gli interventi chirurgici anche l’inserimento degli impianti comporta dei rischi. L’ OPT e la TC permettono al chirurgo di pianificare il posizionamento dell’impianto in modo da non interferire con strutture anatomiche importanti come il nervo alveolare inferiore per la mandibola che fornisce la sensibilità del labbro inferiore ed il seno mascellare per quanto riguarda il mascellare superiore, quest’ultimo è una cavità che si trova al di sopra dei denti superiori posteriori e comunica con la fosse nasali. Sta alla abilità del chirurgo, alla sua prudenza evitare l’insorgere di tali complicanze e ritengo che il paziente debba sapere tutti gli imprevisti, anche se remoti, che si possono manifestare affinchè il suo consenso verso il mio operato sia valido. Oltre queste vi è l’infezione della ferita, i rischi della quale vengono diminuiti da una adeguata preparazione del paziente, degli operatori e della sala in cui si svolge l’intervento.

Affidabilità

La durata di una riabilitazione protesica dipende da alcuni semplici fattori:
Come sono stati messi gli impianti
La qualità del lavoro protesico
L’igiene orale del paziente
Bontà del tipo di impianto utilizzato ( ne esistono di diverse marche, più o meno costosi ed ovviamente più o meno affidabili !).
Non esiste reazione di rigetto per quanto riguarda il materiale dell’impianto. Se vengono rispettate queste quattro semplici regole non c’e motivo di ritenere che l’impianto duri di meno di una radice di un dente normale. Negli anni mi sono fatto però una mia idea: se l’impianto fallisce ci sono solo tre cause:

  • Materiali scadenti!
  • Protesi male eseguita
  • Errore umano!

Il paziente deve sempre sapere il tipo di impianto che viene inserito!!!!!!!!

Fa male mettere un impianto?

Per inserire un impianto è necessario un piccolo intervento chirurgico con tecniche mininvasive. Viene eseguita l’anestesia locale nel sito in cui dovrà essere posizionato l’ impianto. Durante l’inserimento si sentirà una leggere pressione con assoluta assenza di dolore. I decorsi operatori non saranno complessi e si potrà avvertire durante il periodo di guarigione fastidi o indolenzimenti del tutto tollerabili, aiutati anche da una terapia analgesica e antidolorifica somministrata dal medico nei giorni seguenti l’intervento.
Potrebbe presentarsi gonfiore nella zona trattata dal giorno dopo l’intervento che andrà via via sparendo durante la fase di guarigione. Successivamente il paziente viene visto per i controlli post-operatori e seguito per tutto il tempo della riabilitazione protesica e anche dopo aver terminato il tutto con richiami periodici di igiene orale professionale.